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Green Premium e Brown Discount: l’ESG come leva di valore finanziario nel Real Estate

ESG come leva nel Real Estate
Foto di Fahroni via Canva

Il mercato immobiliare sta vivendo una fase di crescente polarizzazione. La sostenibilità non è più una scelta opzionale o reputazionale: è una variabile economica strutturale, capace di incidere direttamente su redditività, bancabilità e tenuta del valore nel tempo.

I dati di mercato mostrano come il divario tra immobili allineati agli standard ESG e asset obsoleti non sia più teorico, ma misurabile nei numeri.

Il valore oltre la sostenibilità

Le analisi evidenziano due dinamiche opposte che ogni investitore è oggi chiamato a considerare.

Da un lato, il Green Premium. Secondo le ricerche di CBRE Research, gli edifici certificati con standard internazionali come LEED o BREEAM registrano tassi di occupazione più elevati e canoni di locazione superiori, con premi medi compresi tra il 6% e il 9%. In termini di valore capitale, il differenziale può arrivare fino al 14–16% rispetto ad asset non certificati.

Sul fronte opposto, il Brown Discount colpisce gli immobili con prestazioni energetiche inferiori. Le indagini di Crif Real Estate Services dimostrano che gli asset in classi energetiche F e G subiscono cali medi di valore del 4%, con differenziali che possono arrivare fino a 1.000 €/mq nei mercati più competitivi.

Il vero rischio: l’obsolescenza

Per investitori e fondi immobiliari, il rischio principale non è più il costo dell’efficientamento, ma l’obsolescenza anticipata dell’immobile. Asset non allineati ai criteri ESG perdono attrattività, riducono la liquidabilità e incontrano crescenti difficoltà di accesso al credito.

Anche la rendicontazione ESG, rafforzata dagli obblighi normativi e dalla CSRD, è ormai un prerequisito per la bancabilità dei progetti. La sostenibilità diventa quindi una condizione necessaria per preservare il valore dell’investimento nel medio-lungo periodo.

La visione di SCI Value

In SCI Value la sostenibilità è parte integrante del progetto sin dalle fasi preliminari. Attraverso il Reverse Value Engineering RVE®, analizziamo l’intervento partendo dal valore finale atteso, scomponendolo nelle sue componenti tecniche ed economiche.

Questo approccio consente di misurare l’impatto reale delle scelte sostenibili, trasformare i requisiti ESG in leve di ottimizzazione di Hard Cost e Soft Cost e garantire coerenza tra budget, prestazioni e obiettivi di certificazione.

In un mercato che penalizza l’inerzia e premia la qualità, la competenza tecnica diventa uno strumento chiave per proteggere il capitale. La sostenibilità genera valore reale solo quando è integrata nei numeri dell’investimento e governata con rigore analitico.